Responsabilità personale di amministratori e dirigenti
Quando il rischio dell’impresa assume anche una dimensione personale.
Una vicenda fiscale, doganale o societaria può produrre conseguenze che non rimangono circoscritte alla società. Amministratori, dirigenti, liquidatori e altri soggetti che hanno partecipato alla gestione possono essere chiamati a rispondere personalmente di fatti o obbligazioni collegati all’attività dell’impresa.
È uno dei momenti in cui il rischio d’impresa diventa rischio personale. E spesso riguarda persone che hanno lasciato la carica da tempo, o che non hanno mai avuto un ruolo operativo nelle scelte contestate.
La responsabilità dell’amministratore per i debiti tributari
Di regola i debiti tributari della società restano della società.
L’ordinamento prevede però ipotesi in cui la persona fisica può esserne chiamata a rispondere: la responsabilità di liquidatori e amministratori quando i beni sociali sono stati distribuiti o destinati ad altro senza soddisfare prima i debiti verso l’Erario; la responsabilità per le sanzioni riferibili a condotte personali; la responsabilità solidale prevista per specifiche fattispecie; nei casi più gravi, i profili penali legati alle violazioni tributarie.
Nel diritto doganale, la responsabilità può estendersi a chi ha partecipato all’operazione irregolare sapendo, o dovendo ragionevolmente sapere, che lo era.
Ogni ipotesi ha presupposti, limiti e termini propri. La domanda iniziale è sempre la stessa: a quale titolo viene chiesto alla persona di rispondere, e se quel titolo sussiste davvero.
L’amministratore di fatto e le deleghe
La responsabilità non dipende soltanto dalla carica formale.
Chi ha esercitato in concreto poteri di gestione può essere considerato amministratore di fatto; chi ricopriva formalmente la carica può, al contrario, dimostrare di non aver avuto alcun ruolo nelle scelte contestate o di averle legittimamente delegate.
In queste situazioni è essenziale distinguere la posizione della società da quella della persona e ricostruire il ruolo effettivamente esercitato, i poteri, le deleghe, il periodo di riferimento, le decisioni assunte e le condotte concretamente attribuibili al singolo soggetto.
Perché il lavoro comincia dalla società
La posizione personale dipende in gran parte da quella della società.
Se la pretesa nei confronti della società è infondata, o è stata definita, o non è più esigibile, anche la responsabilità personale ne risente.
Per questo la difesa dell’amministratore richiede spesso di riesaminare la vicenda della società: l’accertamento originario, la sua definitività, la riscossione, le eventuali procedure concorsuali.
È un lavoro che tiene insieme diritto tributario, societario e civile.
Come lavora lo Studio
Ricostruzione del ruolo
Cariche, deleghe, verbali, corrispondenza: chi ha deciso che cosa, e quando.
Ricostruzione della pretesa
Origine del debito della società, atti notificati, definitività, titolo in base al quale viene chiesto alla persona di rispondere.
Valutazione e difesa
Parere scritto sulla posizione personale e, quando ne ricorrono i presupposti, impugnazione degli atti e difesa in giudizio.
Lo Studio assiste nella valutazione dei profili tributari, doganali, civili e patrimoniali connessi alla responsabilità personale, quando tali profili rientrano nelle competenze necessarie alla ricostruzione complessiva della vicenda.
Se emergono profili penali, la difesa tecnica in sede penale è affidata a un penalista, con il quale la ricostruzione tributaria viene condivisa e coordinata.